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Cosa significa davvero costruire un ambiente di lavoro capace di prendersi cura delle persone? Con il Report Integrato 2025 di AnciLab, la Direttrice Onelia Rivolta e l’Amministratore Unico Alessio Zanzottera, offrono una risposta concreta a questa domanda, raccontando un modello in cui il capitale umano non è semplicemente una risorsa, ma il punto di partenza e di arrivo della creazione di valore.
Attraverso politiche strutturate, ma soprattutto attraverso storie ed esperienze, emerge un’organizzazione che ha scelto di affrontare alcune delle sfide più attuali del mondo del lavoro: parità di genere, conciliazione tra vita e lavoro, sostegno alla genitorialità e innovazione delle modalità organizzative.
Nel racconto di AnciLab, la parità di genere prende forma nel modo in cui l’organizzazione costruisce il proprio ambiente di lavoro. “La parità non può essere solo un obiettivo dichiarato - sottolinea la Direzione -, ma deve tradursi in pratiche quotidiane, che permettano a tutte e tutti di crescere e di esprimere il proprio potenziale. Questo significa lavorare su più livelli: accesso alle opportunità, riconoscimento del merito, ma anche attenzione agli ostacoli, spesso invisibili, che possono rallentare o limitare i percorsi professionali, in particolare delle donne. In questa prospettiva, la parità diventa parte della qualità organizzativa: un ambiente più equo è anche un ambiente più capace di innovare”.
Uno degli aspetti più distintivi dell’approccio di AnciLab è la capacità di riconoscere che il lavoro non è separato dalla vita delle persone. È qui che si inserisce il concetto di corporate family responsibility: un’idea di organizzazione che non si limita a gestire il tempo lavorativo, ma si assume la responsabilità di accompagnare le persone anche nei momenti più delicati della loro vita. “Le persone non sono solo lavoratori – spiega la Direttrice Onelia Rivolta - ma portano con sé relazioni, responsabilità e bisogni. La genitorialità, ad esempio, non può essere considerata un tema esclusivamente privato. Questo approccio si traduce in politiche e strumenti concreti, ma soprattutto in una cultura organizzativa basata su fiducia, ascolto e flessibilità”.
Il tema della conciliazione tra vita e lavoro, nel caso di AnciLab assume una dimensione concreta. “Il work-life balance - spiegano - non è trattato come concessione, ma come leva organizzativa. Significa ripensare tempi, modalità e logiche di lavoro, riconoscendo che il benessere delle persone incide direttamente sulla qualità delle performance”.
Un tema che poco alla volta si sta facendo spazio e lo dimostra la recente pubblicazione della prassi UNI/PdR 192:2026 sul sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In questo contesto, le esperienze di smart working straordinario, raccontate nel report di AnciLab, rappresentano non solo una risposta contingente, ma anche una vera occasione di apprendimento. “Abbiamo capito che è possibile lavorare bene anche in modalità diverse” sottolineano. “Quando si costruisce un sistema basato sulla fiducia e sulla responsabilità, i modelli organizzativi diventano più adattabili e più efficaci. In questo senso, la flessibilità non è perdita di controllo, ma capacità di valorizzare le persone e di rispondere a esigenze diverse lungo tutto il ciclo di vita delle persone.
Nel Report Integrato 2025 trovano spazio anche le storie delle colleghe rientrate dalla maternità: esperienze personali che raccontano cosa significa tornare al lavoro, ritrovare un equilibrio e continuare a crescere professionalmente. “I numeri da soli non bastano” aggiunge Rivolta. “Le storie servono a comprendere davvero l’impatto delle scelte organizzative. In queste esperienze emergono temi centrali: il supporto ricevuto, la possibilità di conciliare ruoli diversi, il valore di un ambiente che non costringe a scegliere tra vita personale e lavoro.
Il filo conduttore che attraversa tutta la narrazione di AnciLab è chiaro: prendersi cura delle persone non è solo una scelta etica, ma una strategia organizzativa, nella consapevolezza che esiste una relazione diretta tra benessere delle persone, qualità del lavoro e capacità di generare valore per i territori. In questa visione, il lavoro smette di essere solo una funzione produttiva e diventa uno spazio di equilibrio, sviluppo e relazione.