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Guerra: costruire l'attrattività del lavoro nella PA

23 Novembre 2022
 

Qual è il quadro del personale dei Comuni? Ha risposto a questa domanda Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia, intervenendo al seminario "Esperienze di valore per attrarre e trattenere talenti: per i Comuni, per il nostro Paese" promosso da Umana all'interno del programma della Assemblea Nazionale di ANCI in corso a Bergamo.


Per Guerra "nei Comuni stiamo vivendo una fase dove vediamo la questione risorse umane sotto due prospettive. Da un lato abbiamo lo tsunami del PNRR da realizzare, dove sentiamo l'esigenza di avere competenze per riuscire a spendere una grande massa di risorse in breve tempo e pertanto servono competenze per programmare, seguire, rendicontare. Da questa prospettiva, fermo restando che nei Comuni sono presenti ottime professionalità, dobbiamo notare che questo tsunami si abbatte su uno scenario che viene da una fase di impoverimento progressivo del personale dei Comuni, soprattutto quantitativo, dove l'età media si è molto innalzata e dove non c'è un adeguato riconoscimento professionale, anche economico, pertanto si deve operare per migliorare questo quadro. Dall'altro lato, però, dobbiamo riflettere su una prospettiva di lungo periodo dove dobbiamo costruire una PA più competente, più pronta ad affrontare le sfide, più formata."
Considerate queste due situazioni, per Guerra "nell'immediato occorrono modalità e approccio diversi, con una prospettiva strategica. Come Anci Lombardia abbiamo iniziato a esperire nuovi strumenti, come una modalità concorsuale centralizzata, nella quale possono afferire i Comuni che ne hanno bisogno. Allo stesso modo vogliamo mettere in moto momenti di formazione e orientamento che accompagnino i momenti concorsuali, perché comunque vediamo che si iscrivono poche persone, non tutte partecipano e chi poi si presenta può non avere le caratteristiche richieste."
Infine per Guerra sarà importante "provare insieme a lavorare su come costruire l'attrattivitá del lavoro nell'amministrazione pubblica"

Il tema dei cambiamenti nel settore del personale della PA è stato approfondito da Francesco Verbaro, Docente della Scuola della Pubblica Amministrazione, per il quale "i processi che si gestiscono nelle pubbliche amministrazioni ci ricordano che esistono le competenze, che sono diverse dalle conoscenze, e che non siamo più in un'epoca di processi standardizzati e meccanici. Per questo nella selezione non possiamo più operare sui grandi numeri, ma si deve porre maggiore attenzione nell'attrarre e nel trattenere i dipendenti, perché oggi la gente vuole valore nel lavoro, senza il quale non le tratteniamo, sia nel privato che nel pubblico."
Per Verbaro, pertanto, "il reclutamento è un momento delicato, soprattutto nel pubblico dove non hai una flessibilità in uscita, pertanto va migliorato", a partite dal fatto che "per attrarre attenzione dobbiamo migliorare il nostro brand per far capire il valore del lavoro pubblico." Concludendo il docente ha considerato che in questo quadro "serve inoltre una contrattazione che sia diversa a livello territoriale, con cambiamenti a livello regionale."

Renato Ruffini, Docente Università Statale di Milano, ha continuato le riflessioni evidenziando che nel corso del dibattito "si è parlato di mercato del lavoro, ma quello pubblico è un mercato di lavoro interno che si muove con delle regole dove, conoscendo le regole, si può avere un posto, un po' come ha raccontato da Checco Zalone."
Per Ruffini "la questione dell'attrazione del posto e del reclutamento è fondamentale", perché innanzitutto "dobbiamo capire chi viene a chiedere un lavoro", e "dobbiamo collegare questa situazione a un contesto poco dinamico." Infine per Ruffini "si deve comunicare meglio, non si può pensare che basti una sola comunicazione per far passare il messaggio."

È stato quindi il momento delle esperienze dai territori, a cominciare da quella presentata da Alessia Cappello, Assessora allo sviluppo economico e alle politiche del lavoro del Comune di Milano, che ha evidenziato come si sia iniziato a fare ragionamenti e a "promuovere iniziative per costruire attrattivitá e dare valore, pensando soprattutto anche a dare senso al lavoro." Per l'Assessora, inoltre, "alcune questioni vanno inserite nel contesto della contrattazione collettiva e pertanto è necessario pensare di lavorare a una fase di contrattazione di secondo livello regionale."

In conclusione è intervenuta Loredana Poli, Assessora del Comune di Bergamo e Presidente Dipartimento Istruzione Anci Lombardia che ha illustrato il progetto del Patto di comunità per i giovani promosso dal Comune e che si rivolge a ragazzi dai 16 ai 25 anni, e che nasce da in un'analisi che ha preso in considerazione più questioni: quella anagrafica, quella della dispersione scolastica e quella bassa fascia di scolarizzazione, soprattutto nel territorio della provincia.
Per Poli è stato importante costruire un tavolo dove diversi soggetti: scuola, lavoro, università, servizi sociali, si incontrano e comunicano tra loro. Da qui nasce un approccio al fare quadrato per incentivare percorsi formativi che lavorino sulla motivazione e incentivazione.

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