Immigrazione

Como, Piadena e Milano: i Comuni e la questione profughi

10 Agosto 2016
 

Con la chiusura delle frontiere al passaggio dei migranti, la situazione sui confini sta diventando sempre più critica.
Ne sa qualcosa il Sindaco di Como, Mario Lucini che, dopo un sopralluogo alla stazione Como San Giovanni, ha definito "preoccupante" il quadro che si è trovato davanti. Lucini, pur apprezzando "la mobilitazione della cittadinanza, dei volontari e delle associazioni, lo sforzo di coordinamento di Prefettura e Comune, il prezioso impegno delle forze dell’ordine", ha considerato come tutto questo non sia sufficiente "garantire, nel lungo periodo e a fronte di presenze che ormai superano le 400 persone, risposte adeguate. E’ necessaria una presa di coscienza del problema a livello nazionale, per la gestione degli afflussi in città, per l’attivazione dei necessari contatti a livello internazionale e per l’adozione di indispensabili misure di supporto a quanto già messo in campo dal territorio”.
Il Sindaco ha anche assicurato la popolazione che, "al momento, non si registrano problemi di ordine pubblico, né particolari emergenze di carattere igienico-sanitario ma è necessario ed urgente trovare soluzioni dignitose per le persone e anche per la città”. Si sono quindi intensificati i contatti con la Prefettura “con cui si sta valutando la possibilità di trovare risposte più adeguate per l’ospitalità notturna provvisoria”. 

Criticità avvertite anche nei piccoli Comuni
La questione non interessa solo i grandi centri, ma anche i piccoli Comuni, come ha evidenziato il Sindaco di Piadena, Ivana Cavazzini in un'intervista sull'ultimo numero di Strategie Amministrative, definendo la situazione "esplosiva. Le Prefetture, che hanno superato la disponibilità degli edifici e della ricettività messa a disposizione dagli enti pubblici, stanno emanando bandi aperti a soggetti del privato sociale. Questo determina l’affacciarsi sui territori di un numero imprecisato di operatori che avendo ricevuto dalla Prefettura l’accredito per l’accoglienza, all’insaputa dei Sindaci, stipulano dei contratti di affitto con privati locali che hanno disponibilità di case sfitte e lì vi collocano i migranti, in barba a qualsiasi programmazione di accoglienza territoriale”.
Il Sindaco sprona quindi l’Anci a "intervenire per affrontare il tema sui tavoli istituzionali chiedendo da subito il ripristino del tetto massimo di migranti per numero di abitanti. E’ necessario inoltre che chi percepisce i soldi, visto che per qualcuno questo è diventato un vero affare, si faccia carico di un sistema più completo di presa in carico dei soggetti e di controllo di quanto effettivamente avviene. Se in un Comune come il mio, di 3500 abitanti, dovessero arrivare le 35 persone annunciate e il Comune volesse impegnare i migranti in lavori socialmente utili, perché i costi di realizzazione di questi progetti devono essere a carico del Comune?".

Sala: "Nessuna tendopoli prevista a Milano"
Sempre monitorata, infine, la situazione di Milano, città che in questo momento ospita circa 3200 persone. Per il Sindaco Giuseppe Sala "la situazione dei migranti nella città è nel pieno controllo delle autorità competenti. In funzione di ulteriori esigenze si potranno aggiungere alcune tende per la prima accoglienza, che si aggiungeranno a quelle già sistemate all’interno dell’ex centro di via Corelli e della caserma Mancini. Non è prevista, dunque, alcuna tendopoli in altri luoghi della città". Il neosindaco ha concluso, rispondendo alle molte critiche ricevute in questi giorni, che "i problemi si affrontano e si risolvono con il buon senso e tanto lavoro”. (LS)

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