SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE

Dossier casa - Como, duemila in lista di attesa

5 Novembre 2008
 
In Italia l’edilizia popolare nasce nel 1903, anno in cui la Legge Luzzati istituì gli Istituti per le Case Popolari. Il provvedimento portava alla ribalta un tema ancora oggi scottante: quello della necessità, avvertita in tutta la nazione, di disporre di abitazioni per il popolo e fu grazie alla sua introduzione che iniziarono a sorgere i primi Istituti che si occuparono del problema casa e della costruzione di abitazioni da concedere in locazione a prezzi calmierati. È passato oltre un secolo da quella prima legge e diversi provvedimenti hanno interessato il settore. Limitandoci al contesto lombardo è fondamentale citare la Legge Regionale n. 13 del 1996: "Norme per il riordino degli enti di edilizia residenziale pubblica ed istituzione delle aziende lombarde per l’edilizia residenziale (A.L.E.R.)", che ha trasformato gli Istituti Autonomi Case Popolari in aziende, ovvero in enti pubblici economici con un nuovo Statuto, un nuovo Consiglio di Amministrazione e con nuove e maggiori prospettive di attività. Oggi le richieste e i problemi che tali istituti devono gestire sono differenti a seconda delle diverse zone del territorio regionale in cui operano. Strategie Amministrative ha scelto di incontrare l’ingegner Alessandro Turati Presidente dell’Aler di Como, che spicca per le iniziative in campo. Accogliendoci il presidente Turati afferma che “quotidianamente i nostri funzionari vengono a contatto con persone e famiglie che si rivolgono ad Aler per esser aiutate a risolvere il problema della casa: sono anziani in difficoltà che non riescono a sopportare il carovita con la loro pensione, sono giovani coppie che vogliono sposarsi ma devono fare i conti con i costi della vita e un lavoro a volte precario, sono persone che si sono separate e hanno i figli a carico, sono proprietari di appartamenti che non riescono a onorare il mutuo contratto, sono immigrati regolari in cerca di una sistemazione dignitosa. La risposta a queste problematiche deve necessariamente arrivare dalle istituzioni: occorre reimpostare un piano di edilizia popolare agendo di concerto tra Governo, Regione ed Enti Locali”.
Per soddisfare queste richieste l’Aler di Como su quale patrimonio di alloggi può contare?
L'Aler di Como gestisce a tutt'oggi 4039 alloggi di cui 2803 di proprietà e 1233 per conto dei Comuni. Da parte nostra abbiamo cercato di cogliere tutte le opportunità offerte dalla Regione Lombardia e, riuscendo a portare a termine tutte le iniziative finanziate, durante il 2008 consegneremo circa 100 nuovi alloggi in provincia di Como. Il nostro impegno, volto a dare risposte quantitative e qualitative al problema casa, trova conferma anche nella programmazione che prevede la realizzazione di altri 130 alloggi nell’ambito del PRERP 2007-2009. Queste iniziative sono state rese possibili grazie all’impegno delle amministrazioni comunali che hanno messo a disposizione dell’Azienda aree o fabbricati.
La gestione di questo patrimonio e la sua manutenzione quali criticità vi causano? Come le risolvete?
Ogni giorno il settore manutenzione dell’Aler è a disposizione degli utenti per raccogliere richieste e segnalazioni di ogni tipo e ogni anno vengono trattate oltre 2000 pratiche. Questo settore rappresenta uno dei principali accessi ai servizi che l’Azienda eroga a un’utenza sempre più bisognosa di risposte per le più disparate esigenze. Interesse e compito dell’Azienda è quello di destinare, compatibilmente con le disponibilità esistenti, sempre maggiori risorse alla manutenzione degli stabili in modo da rinnovare e migliorare le condizioni degli immobili che inevitabilmente il passare del tempo deteriora.   
La situazione delle graduatorie e delle liste d’attesa presenta problemi? Riscontrate emergenze sul territorio?
In Lombardia sono i Comuni a indire i bandi di concorso e ad assegnare gli alloggi, anche quelli dell’Aler che si occupa della raccolta delle domande e della formazione delle graduatorie per conto dei singoli Comuni e per questo è l’unica istituzione a livello provinciale che dispone di un quadro completo del fabbisogno. A livello provinciale, attualmente, vi sono 1769 famiglie in attesa di un alloggio a canone sociale ma a fine anno, appena sarà completata la raccolta delle domande in corso, saranno oltre duemila. Il maggior numero di domande si concentra a Como, seguono i Comuni a grande demografia come Cantù, Erba e Mariano Comense che da soli raccolgono circa il 25% della domanda complessiva.
Quali sono le richieste avanzate dalle differenti tipologie di utenti e quali cambiamenti avete riscontrato nelle richieste di alloggi negli ultimi anni?
Le domanda dell’alloggio pubblico attualmente sono in generale motivate dalla misura dei canoni di locazione applicati nel mercato privato che sono divenuti insostenibili, dalla necessità di reperire una soluzione alternativa a seguito di separazione dal coniuge, dalla dimissione da comunità terapeutiche o di cura psichiatrica o dalla provenienza da luoghi di detenzione e, quale fenomeno più recente, dall’impossibilità di far fronte alle rate del mutuo e quindi all’imminente pignoramento immobiliare. Inoltre quasi il 60% della domanda è prodotta da nuclei familiari composti da una o due persone; gli anziani, spesso invalidi, rappresentano oltre il 10 per cento della domanda complessiva. Un altro fenomeno attuale, non presente in passato, è rappresentato dalla domanda da parte di cittadini extracomunitari che si attesta intorno al 25% della domanda complessiva ma che più difficilmente riesce a trovare una soluzione abitativa pubblica per la bassa collocazione nell’ordine delle graduatorie determinata anche dalle vigente normative regionali in tema di anzianità di residenza.
Quali obiettivi avete per i prossimi anni e come cercherete di realizzarli?
L’Aler di Como oltre a perseguire l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno di edilizia sociale nell’ambito del territorio provinciale, in modo da garantire un’abitazione alle fasce più deboli della popolazione, si sta impegnando con crescente interesse e dinamismo verso nuove prospettive del costruire: la protezione dell’ambiente, la tutela del clima e il risparmio energetico. Nell’attuale e delicato momento economico - sociale mondiale e nazionale, nel quale si prospetta un calo della disponibilità delle risorse energetiche di origine fossile e nel quale i cambiamenti del clima sono reali e dettati secondo gli esperti dal surriscaldamento globale, la progettazione consapevole rende necessario progettare e costruire applicando criteri e soluzioni tecnologiche specifiche per garantire emissioni nocive limitate, maggiori prestazioni termiche dell’involucro edilizio l’impiego di energie rinnovabili che portano anche a un considerevole risparmio energetico e a consumi inferiori.
E quindi?
Gli ultimi interventi edilizi progettati e realizzati sono stati concepiti e progettati secondo nuove modalità anche in considerazione delle recenti disposizioni normative regionali e nazionali e che di fatto obbligano già al raggiungimento di prestazioni minime per il confort ambientale, termico, igrotermico, acustico, visivo che porteranno a breve alla costituzione di un catasto delle certificazioni energetiche degli edifici; ogni costruzione sarà così certificata per le proprie capacità di essere prestazionale-salubre- energeticamente corretta. L’Aler attualmente ha in corso due realizzazioni, a Como e a Mozzate San Martino, per le quali l’obiettivo è quello di ottenere il certificato CasaClima che attesta il fabbisogno termico dell’edificio. In conclusione, è utile sottolineare che l’evoluzione tecnica e tecnologica sviluppata per soddisfare i nuovi parametri non ha comunque interferito con la capacità dell’Aler di coniugare le politiche della Casa con la qualità architettonica degli edifici progettati e quella dell’abitare destinata agli utenti.
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I dati del Centro Studi di Confcommercio segnalano il miglioramento della domanda, sostenuta da un nuovo ciclo di acquisti di beni durevoli.

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