SEZIONE: FINANZA E TRIBUTI - TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
L'Esperto

Pagamenti elettronici e PagoPA: a che punto siamo?

28 Giugno 2016
 

di Maurizio Piazza (esperto ICT - ANCI Lombardia)

In sintesi: cos’è “pagoPA”

Il sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgiD) lo descrive così: “pagoPA è un'iniziativa che consente a cittadini e imprese di pagare in modalità elettronica la Pubblica Amministrazione” e sinteticamente viene presentato come “un ecosistema di regole, standard e strumenti definiti dall'Agenzia per l'Italia Digitale e accettati dalla Pubblica Amministrazione, dalle Banche, Poste ed altri istituti di pagamento (Prestatori di servizi di pagamento - PSP) aderenti all'iniziativa”.
Il sistema pagoPA, infatti, è stato realizzato da AgID in attuazione dell'art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale (Effettuazione di pagamenti con modalità informatiche) e dal D.L. 179/2012 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) e prevede la realizzazione di un “Nodo dei pagamenti” cui aderiscono sia gli Enti creditori (obbligatoriamente le PA e volontariamente i Gestori di pubblici servizi), sia i Prestatori di servizi di pagamento (PSP). Questo sistema consentirà a cittadini e imprese di pagare quanto dovuto in modalità elettronica, utilizzando i canali e gli strumenti di pagamento da loro scelti, anche in applicazione di quella “cittadinanza digitale”, un diritto previsto da tempo dalla normativa vigente che stenta a divenire effettivo nella PA Locale.
La scadenza per le PA per aderire al sistema è stata fissata al 31 dicembre 2016 e prevede un “percorso di avvicinamento” che si articola in alcuni adempimenti obbligatori e in conseguenti azioni organizzative e tecnologiche per la sua effettiva attivazione. A questo scopo, AgID ha prima emanato e poi aggiornato le “Linee Guida per l’effettuazione dei pagamenti elettronici” che definiscono regole, standard e specifiche tecniche che le PA devono seguire per integrarsi al sistema pagoPA.

Gli adempimenti e le azioni richieste al Comune

Per consentire a tutte le PA di accedere al sistema, sono state previste due modalità di adesione: diretta, con risorse tecnologiche proprie dell’Ente, oppure indiretta

 

 ricorrendo a “intermediari tecnologici” (altre PA che si rendono disponibili) o attraverso “partner tecnologici” (operatori del mercato non tenuti ad aderire a pagoPA in qualità di Enti creditori).
La scelta di una delle due modalità di adesione così come il ricorso a intermediari o a partner tecnologici è oggetto per ciascuna amministrazione di riflessioni tecniche e di valutazione delle proprie condizioni organizzative ed economiche. Sono richieste adeguate competenze interne, non sempre disponibili, ed una visione complessiva del problema da affrontare. Gli abituali fornitori di applicazioni informatiche per la PA locale, gli operatori dei servizi bancari e postali, nonché gli altri operatori che si sono attivati su questo nuovo mercato, svolgono un ruolo fondamentale, ancorché delicato, per l’effettiva attuazione dell’intero sistema che, va sottolineato, ha rilevanza nazionale ma che necessita della più ampia partecipazione “locale”.
Entrando nel merito, distinguiamo innanzitutto fra gli adempimenti, che rischiano di risultare “formali” se non accompagnati dalle conseguenti azioni attuative.
Sintetizzando gli adempimenti previsti da AgID richiedono:

-         La nomina del “referente dei pagamenti” dell’Ente creditore da indicare al momento dell’adesione al sistema pagoPA;

-         L’invio ad AgID di una “lettera di adesione” (invio previsto entro il 31 dicembre 2015) con cui si definiscono la modalità di adesione (diretta o indiretta) al Nodo dei pagamenti e che contiene, fra l’altro, l’indicazione del “referente tecnico” che si relazionerà con AgID per tutti gli aspetti tecnologici;

-         Nei 30 giorni successivi all’invio della lettera di adesione, la definizione e l’invio, sempre ad AgID, di un “piano di attivazione” dei servizi di pagamento in cui l’Ente creditore indica quali intende attivare e rendere disponibili entro la fissata scadenza del 31 dicembre 2016.

Quante “lettere”, quanti “piani” e quanti “fornitori”?

Risulta evidente che la scelta della modalità “indiretta” comportava l’individuazione preventiva del partner/intermediario da indicare nella “lettera di adesione”. Qui si è posto il primo tema: a quanti partner/intermediari tecnologici farò ricorso? Uno, due o forse più?
Non a caso, AgID ha reso disponibile una terza “lettera di adesione” che consente, pur mantenendo valido quanto già precedentemente comunicato, di indicare soggetti aggiuntivi (partner o intermediari tecnologici) comunicando inoltre il conseguente piano di attivazione integrativo dei nuovi servizi.
Pragmaticamente, tutti gli Enti che gestiscono lo SUAP in delega camerale ricorreranno almeno a due soggetti: uno proprio la CCIAA, quale “intermediario” per i pagamenti connessi allo SUAP, e almeno un altro (probabilmente un “partner”) per tutti gli altri pagamenti dell’Ente. Nell’eterogeneità dei contesti territoriali c’è il caso dei servizi che sono già attivi (per esesempio: pagamenti per polizia locale, servizi scolastici, servizi alla persona, diritti di segreteria, pratiche edilizie, ecc.) che potremmo valutare se affrontare ricorrendo all’attuale fornitore/gestore della soluzione informatica oppure far confluire anche questi tramite un unico soggetto in grado di gestire tutti i pagamenti dell’Ente.

Dal “piano” al “catalogo”

Questa fase di valutazione affronta il vero “scoglio” che non viene certo superato col mero assolvimento degli adempimenti richiesti da AgID. Va infatti affrontato quello che si può chiamare il “catalogo dei pagamenti”, di tutti i pagamenti dell’Ente (vero obiettivo del sistema pagoPA e del diritto di cittadini e imprese in merito ai pagamenti e elettronici verso la PA). Ciò comporta un coinvolgimento attivo di tutti gli uffici comunali che hanno necessità di riscuotere pagamenti da cittadini e imprese e non, come spesso succede, del solo servizio finanziario dell’Ente che svolge un ruolo di contabilità delle transazioni. In questo processo ci rende conto inoltre, per le modalità intrinseche di funzionamento del sistema pagoPA, della fondamentale necessità di un’adeguata gestione informatica dei dati che generano l’esigenza del pagamento e la riconciliazione conseguente all’incasso o che gestiscono la rendicontazione e la corretta contabilizzazione nel caso di pagamenti inattesi.

Attuazione di pagoPA: la situazione dei Comuni lombardi

Una recentissima rilevazione fra gli EE.LL. lombardi (Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane) ha fornito un quadro dello stato di attuazione degli adempimenti e delle azioni richieste da pagoPA. La rilevazione, tramite questionario online, è stata condotta da ANCI Lombardia nell’ambito del protocollo d’intesa con Regione Lombardia “Comuni digitali” che vede proprio il tema dei pagamenti elettronici uno dei temi di lavoro comune per il 2016. I risultati di questa indagine saranno per Regione e per ANCI Lombardia un utile strumento per comprendere lo stato degli Enti locali lombardi e valutare quali azioni mettere in campo per sostenere la fase attuale.
Quanto emerge si può così riassumere:

-         Circa un terzo dei Comuni lombardi non ha ancora attivato il primo step degli adempimenti con l’invio della lettera richiesta da AgID per l’adesione al nodo dei pagamenti, conseguentemente non ha ancora optato per la modalità diretta o indiretta;

-         Fra quelli che ha inviato la lettera di adesione, quasi il 90% ha scelto la modalità indiretta, quindi ricorrerà ad un partner o ad un intermediario tecnologico per l’adesione al nodo dei pagamenti;

-         Sempre fra gli Enti che hanno inviato la lettera di adesione, al 15 giugno scorso, solo poco più di un terzo hanno poi fatto seguire l’invio del piano di attivazione (quindi circa il 25% del totale dei rispondenti);

-         In generale, fra tutti gli Enti che hanno risposto, oltre il 30% ha comunque proceduto ad incaricare formalmente un partner tecnologico con cui completerà il percorso previsto (percentuale che sale al 50% fra quelli che hanno inviato almeno la lettera di adesione);

-         In conclusione, un dato non certo confortante, meno del 5% dei rispondenti al questionario (e circa l’8% se si considera quelli che hanno inviato almeno la lettera di adesione) è nella fase di elaborazione del catalogo dei pagamenti, quindi sta affrontando organicamente il tema dei pagamenti dell’Ente.

Per esperienza, almeno in Lombardia, sappiamo che gli ultimi mesi dell’anno saranno quelli che vedranno attivarsi tutti per raggiungere almeno gli obiettivi minimi richiesti (avviare i servizi di pagamento previsti dal piano di attivazione per fine dicembre 2016). Quindi ci aspetta un autunno di intensa attività per i Comuni ed i loro fornitori tecnologici. L’auspicio è che questo sforzo abbia positive ricadute operative (leggi “riconciliazione automatica” dei flussi di pagamento) ed organizzative (o ancor meglio rioganizzative) per gli Enti Locali, prima ancora che il peso dell’ennesimo adempimento cui le realtà locali, nelle non facili condizioni in cui si trovano ad amministrare, devono sottostare. 

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