SEZIONE: ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONISMO E RIFORME
RICERCHE

PA e social: ma che cosa vogliono i cittadini?

30 Settembre 2019
 

Web e social media sono sempre più un punto di riferimento per i cittadini, anche nel loro rapporto con la vita privata e pubblica. Tanto che, al di là dell'età o della generazione di appartenenza, il 78% degli italiani dichiara che vuole avere più informazioni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione attraverso social network e chat. Anche la Pubblica Amministrazione deve quindi mettersi a disposizione dei cittadini, in un rapporto diretto, interattivo, veloce (e affidabile). Lo rivelano le indagini condotte dall’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale, da cui emerge la richiesta che la PA sia sui social network con interazioni, risposte e dialoghi.
 

I social: la principale (e più credibile) fonte di informazione
Un altro elemento di fondamentale importanza per i cittadini è il ricorso ai social come fonte di informazione: ad essi si affidava, già nel 2018, il 42% degli italiani ritenendo affidabili le informazioni divulgate sul web. Un dato che assume ancora maggiore rilevanza se lo si paragona alla fiducia riposta nella tv, maggiore di solo 9 punti percentuali. Curioso anche scoprire la ragione per cui il tasso di fiducia nei social è così alto: le notizie diffuse in TV, seppure verificate da giornalisti ed esperti, potrebbero filtrate, mentre sul web si tende a credere che siano più libere, senza filtri, per quanto possibilmente false.


Sui social: ma perchè?
Altro paradosso è che spesso i cittadini, pur essendo consapevoli della presenza di amministrazioni pubbliche locali e centrali sui social...non hanno bene idea del perchè. Solo 6 italiani su 10 conoscono i servizi erogati online dal loro Comune e 1 su 3 non sa neanche che servizi pubblici aspettarsi tramite Facebook e Whatsapp. Hanno però le idee chiare sul registro di comunicazione che gli enti pubblici dovrebbero utilizzare: semplicità e alla chiarezza comunicativa. Il 59% degli italiani intervistati da Istituto Piepoli, chiede un linguaggio “semplice e colloquiale, con utilizzo di immagini e video”. Chi ha più di 34 anni vuole informazioni chiare, senza fronzoli. A spaventare, in modo serio, tutti i target trasversalmente, è il fenomeno degli haters, dei leoni da tastiera: per loro, i cittadini chiedono "tolleranza zero". Niente risposte, niente polemiche, piuttosto il "ban". (VV)

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