FESTA DELLA DONNA

Le donne amministratrici crescono: è l'ora della parità?

8 Marzo 2017
 

Ogni 8 marzo, festa della donna, è occasione per fare bilanci su quale livello ha raggiunto la parità di genere nel nostro Paese. I numeri forniscono risposte necessariamente parziali, a cui va sempre accostato lo sguardo critico su quel che accade davvero nella società, ma possono comunque risultare significativi per capire meglio qual è lo scenario di riferimento. Quest'anno è Anci a fotografare le donne, con la ricerca: "‘Le donne amministratrici La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali’ condotta elaborando i dati del ministero dell’Interno e diffusa in occasione degli Stati generali delle Amministratrici il 7 marzo a Roma.

Negli ultimi 30 anni il numero di donne sindaco è cresciuto più di sette volte, passando dai 145 comuni amministrati nel 1986 ai 1.097 del 2016, con un incremento di 31 unità (da 1066) rispetto al 2015. In generale, i municipi che nell’ultimo trentennio di tempo sono stati amministrati almeno una volta da una donna sindaca sono 2.752, in pratica un terzo dei comuni (il 34,4%) ha avuto nel suo recente passato una donna al vertice dell’amministrazione.

Tra tutte le regioni italiane la palma di Regione con più ‘sindaci in rosa’ spetta all’Emilia-Romagna, dove oltre la metà dei comuni è stato amministrato negli ultimi 30 anni da donne  (175 comuni, pari al 52,4%); segue la Toscana (44,8%) e la Lombardia (42,5%). Dall’altra parte della graduatoria troviamo invece la regione Campania nella quale solo il 15,5% dei Comuni ha avuto sindaci donna e la Basilicata (solo il 19,1%).

 

La voce dei sindaci
Abbiamo volutamente intitolato il paragrafo "dei sindaci" perchè ascoltando le voci delle donne che dirigono i municipi lombardi la prima cosa che emerge con chiarezza è quanto queste precisazioni "di genere" abbiano un senso molto più limitato di quello che gli viene attribuito, nel lavoro di ogni giorno. E nei temi che sono davvero rilevanti. Lo evidenzia Patrizia Avanzini, sindaco di Padenghe sul Garda (Bs): "Credo che i temi centrali siano altri e proprio a questo festeggiamento non riesco ad appassionarmi. Ci sono emergenze vere, con cui le donne devono ancora vedersela e che non andrebbero dimenticate: il lavoro, per esempio. Se il Nord Italia si avvicina, comunque poco, alle percentuali del Nord Europa in materia di donne impiegate, il nostro Sud è lontano anni luce. E poi c'è l'emergenza femminicidio: parliamo di parità, ma ci scontriamo ogni giorno con l'evidenza che c'è un bisogno inderogabile di cultura e di prevenzione sugli uomini". 

 

Sulla stessa linea di pensiero anche Monica Buzzini, sindaco di Caponago (MB): "L'8 marzo non è una festa e hanno perso di senso anche alcuni aspetti di questa giornata - come l'usanza di uscire con le amiche - che per le passate generazioni rappresentavano davvero un modo di rivendicare un po' di autonomia. E poi, anche se ci dimentichiamo spesso che le parole hanno un significato preciso, credo che non ci sia proprio nulla da festeggiare. Piuttosto, dovremmo ricercare un confronto con gli uomini, che non sempre sono in grado di supportare le donne come dovrebbero, invece di limitarci come spesso facciamo a parlare tra noi. Essere sindaco, per una donna, non è semplice: serve un compagno e un marito che sostenga e incoraggi sempre, ma purtroppo a volte idee precostituite e modalità di interrelazione sedimentate bloccano la possibilità di un concreto sviluppo e confronto alla pari". 

 

La composizione delle giunte e le altre cariche
Tornando alla ricerca Anci, questa ha dato risultati diversi sulla composizione delle giunte comunali, ancora con una debole rappresentanza femminile: le assessore sono solo 6.834, pari al 33,1% del totale delle cariche. Ma anche in questo caso si evidenzia un trend di crescita: nel 1986 gli assessori donna erano solo 1.459, pari al 6,4%, quindi da allora il loro numero si è quasi quintuplicato. Per valutare il peso delle donne nelle amministrazioni comunali, lo studio Anci, oltre alla carica di sindaco ed assessore, ha preso in considerazione anche quelle di vice sindaco, presidente del consiglio comunale e consigliere comunale.
L’incidenza delle donne sul totale degli amministratori locali è pari al 29,5%, in netto incremento rispetto al valore dell’anno scorso (27,7%). Fra i sindaci le donne rappresentano solo il 14,1% (13,7% nel 2015), più alta la percentuale di donne tra i vice sindaci (25,9%),  mentre i presidenti del consiglio sono donne nel 23,2% dei casi. La categoria dove l’incidenza femminile all’interno della singola carica è maggiore è quella delle donne assessore (39,5%, in salita rispetto al 35,8% raggiunto lo scorso anno). La rappresentanza femminile tra i consiglieri comunali è invece del 28,8% (in aumento di quasi due punti sul 2015).

 

La parità di genere è (ancora) un problema territoriale
Per quanto la distribuzione territoriale, la presenza delle donne amministratrici è maggiore al nord (30,6% al nord ovest e 31,7% al nord est), mentre al centro si colloca al 29,7% e al sud e nelle isole al 26,8%. La componente in rosa nelle amministrazioni comunali pesa maggiormente nei centri medio-piccoli (tra i 5mila e i 20mila abitanti), mentre è più bassa nei comuni piccoli e grandi.
Riguardo ai titoli di studio degli amministratori, le donne si confermano mediamente più istruite dei loro colleghi maschi: il 46,2% ha una laurea o un titolo postlaurea (tra gli uomini la percentuale è del 31,7%).
Infine, l’età media delle amministratrici è sensibilmente più bassa dei loro colleghi uomini: il 26% delle donne ha meno di 36 anni, contro il 17% degli uomini. La classe “oltre 55 anni” include il solo 18% delle donne, mentre tra gli uomini è la classe più rappresentata. 
 
 
In Lombardia il 17,3% dei Sindaci è donna, sesta regione più ‘rosa’ d’Italia
Con il 17,3% di donne Sindaco, la Lombardia è la sesta regione italiana con la più alta percentuale di primi cittadini appartenenti al gentil sesso. Il primato spetta all’Emilia-Romagna, con il 20,6%. Considerando solo il valore assoluto la Lombardia è invece prima, con 259 donne Sindaco, complice anche il fatto di contare più di 1500 Comuni, più di quelli di ognuna delle altre regioni italiane. E’ quanto emerge dalla ricerca dell’Anci “Le donne amministratrici – La rappresentanza di genere nelle amministrazioni comunali”, presentata oggi nel corso degli Stati generali delle amministratrici, organizzati a Roma dall’Associazione.
La ricerca Anci ha elaborato anche i dati relativi ai Sindaci donna negli ultimi 30 anni, regione per regione: in Lombardia, su 1527 Comuni presi in considerazione, 649 (il 42,5%) sono stati amministrati da un sindaco donna negli ultimi 30 anni.  

 

(Valeria Volponi)

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