 Sono oltre 400 i musei lombardi e, da quando ha preso il via nel 2004, so no 167 quelli che hanno ottenuto l’accreditamento della Regione Lombardia. Cos’è questo accreditamento? Perché è stato introdotto? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Garlandini, Direttore generale vicario dell’assessorato Cultura, identità e autonomie della Regione Lombardia. “Va detto, innanzitutto, che museo è un’istituzione permanente per l’acquisizione, la conservazione, la ricerca, la comunicazione e l’esposizione di testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente, secondo la definizione dell’Icom, il Consiglio internazionale dei musei. Ancor di più, il museo è uno strumento di coesione e sviluppo per il territorio ed è soprattutto un servizio alla collettività. Perché questo servizio sia il migliore possibile abbiamo avviato un processo di accreditamento che non significa dare i voti al museo ma migliorarne la qualità. Abbiamo così individuato 12 requisiti minimi che sono obiettivi standard di sistema. Vengono presi in considerazione diversi elementi, dagli aspetti giuridici a quelli strutturali, che testimonino l’offerta di servizi alla collettività. In sostanza, l’accreditamento è la certificazione di un processo di crescita e un obiettivo dei musei”.
Com’è stata la risposta ai bandi di accreditamento?
Molto buona. I 167 musei attualmente accreditati corrispondono a circa il 55% delle domande presentate e stiamo partendo con il terzo accreditamento. Poco più della metà di questi musei sono di proprietà degli Enti locali, Comuni e Comunità Montane, mentre il restante è diviso fra associazioni e fondazioni, che spesso gestiscono raccolte civiche, e musei ecclesiastici.
Quali vantaggi offre l’accreditamento?
In primo luogo, viene riconosciuto il lavoro fatto per rendere il museo una realtà attiva sul territorio, un vero e proprio servizio, come dicevo. In secondo luogo, entrare nel novero dei musei accreditati garantisce al museo e all’ente locale l’appoggio della Regione, sia come interlocutore che, attraverso un’azione di monitoraggio, consiglia, suggerisce gli interventi di miglioramento, sia come erogatore di finanziamenti per questo processo continuo di miglioramento degli standard. Certo, vi sono bandi che offrono opportunità di finanziamento anche ai musei non accreditati, ma sono in misura inferiore rispetto alle possibilità offerte a quelli accreditati.
Può farci qualche esempio?
Per esempio, il sostegno alla professionalità. Il personale può anche essere volontario, specie nei musei dei piccoli comuni, ma deve essere qualificato e la Regione mette a disposizione anche un’offerta formativa in tal senso. La professionalità del personale, ma non solo, ha poi portato allo sviluppo dei Sistemi Museali Locali, modelli innovativi che attuano, attraverso forme di coordinamento, la condivisione di risorse, persone e servizi su base consensuale e cooperativa. Per esempio, alcune fra le figure necessarie a garantire i requisiti minimi sono il re sponsabile della sicurezza, il conservatore, il responsabile dei servizi educativi. Attraverso i Sistemi Museali, queste figure sono condivise tra più musei, con un risparmio dei costi e interventi mirati alle necessità.
Quali sono i sistemi di gestione dei musei? In genere si tratta di sistemi in economia. È il Comune che gestisce il museo direttamente attraverso propri uffici, possiamo dire che il museo diventa un ufficio del Comune. Questo offre un vantaggio dal punto di vista delle sinergie con gli altri uffici, si pensi per esempio alle problematiche amministrative. Per contro, il museo, che necessita di una sua autonomia, soprattutto per aprirsi al territorio, in questi casi può soffrire per la lentezza della macchina burocratica. In taluni casi è stata scelta la gestione esterna affidata a cooperative o associazioni. Al di là della gestione, un aspetto che mi ha colpito in questi anni è la grande disponibilità e attenzione di molti amministratori locali. Spesso il museo del piccolo comune non ha nulla da invidiare per organizzazione e servizi al grande museo metropolitano. Le eccellenze ci sono, anche grazie al rispetto dei requisiti per l’accreditamento”. Sono 22 i Sistemi Museali Locali che comprendono 201 istituti museali, monumenti (anche naturali), edifici e aree archeologiche. Fra gli istituti museali inseriti nei sistemi locali ben 3 sono Musei Nazionali. Anche per questi sistemi, ci ricorda Garlandini, “stiamo avviando un processo di riconoscimento che fissa requisiti minimi di qualità”.
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