Allineandosi alle indicazioni dell’Unione Europea, la programmazione regionale in materia di politiche giovanili, ha acceso un riflettore sul potenziale di queste politiche che da residuali, devono diventare, a pieno titolo, parte integrante e sostanziale delle azioni di sviluppo degli Stati membri. Il Programma Regionale di Sviluppo dichiara, infatti, la necessità di valorizzare il capitale umano attraverso un’attenzione particolare alle nuove generazioni, che di quel capitale costituiscono la parte più viva, valorizzando i giovani, la loro curiosità, la loro voglia di fare, di scoprire, di innovare. Poiché i giovani rappresentano un target trasversale, molti interventi e proposte a loro offerti sono attivati all’interno delle competenze settoriali di diverse Direzioni Generali di Regione Lombardia. In questo scenario, la Direzione Generale Giovani, ha attivato un percorso per definire il proprio intervento e presidio di alcuni segmenti specifici con riferimento ai seguenti ambiti:
• valorizzazione dei giovani;
• comunicazione;
• sviluppo della rete degli attori delle politiche giovanili.
Questo processo è stato contrassegnato dall’approvazione da parte della Giunta regionale del documento programmatico ”Nuova generazione di idee. Le politiche per i giovani di Regione Lombardia” in cui vengono individuati obiettivi, azioni e strumenti in un’ottica di sviluppo delle potenzialità giovanili. La genesi della proposta programmatica in materia di politiche giovanili ha visto la Regione impegnata in un processo “bottom up” di coinvolgimento del territorio, attraverso workshop a cui hanno partecipato Enti Locali, giovani e privato sociale, per arrivare a condividere linee d’azione innovative in grado di rispondere con efficacia ai bisogni espressi dai giovani lombardi. Da questo processo partecipato di conoscenza e confronto, le linee di intervento regionale a favore dei giovani sono orientate a:
• facilitare lo sviluppo dell’autonomia e della responsabilità dei giovani attraverso l’aumento delle opportunità di transizione alla vita adulta;
• qualificare e semplificare l’informazione sulle opportunità rivolte ai giovani come fattore di partecipazione e cittadinanza,
• sviluppare momenti di apprendimento non formale in cui i ragazzi possano acquisire abilità e sviluppare talenti, agire un protagonismo positivo, esprimere creatività, stimolare la capacità imprenditiva e d’innovazione.
Gli strumenti
Momento fondamentale e vero volano dell’impulso alle politiche giovanili regionali, è rappresentato dalla sottoscrizione, il 14 dicembre 2007, dell’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) fra Regione e Dipartimento Politiche Giovanili e Attività Sportive che ha consentito di accedere alle risorse del “Fondo Nazionale per le Politiche giovanili” . In attuazione dell’AdPQ è stato approvato, nel febbraio 2008, l’invito alla presentazione di progetti integrati a favore dei giovani di età compresa tra i 14 e i 30 anni, rivolto a soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro, con finalità di utilità sociale, culturale o sportiva che operano a favore dei giovani. La grande vivacità ideativa e la carica innovativa dei territori ha consigliato di seguire un metodo che valorizzasse al massimo le risorse e le potenzialità che animano il territorio lombardo, nel senso di incentivare gli attori delle politiche stesse a sviluppare proposte progettuali per definire e gestire interventi integrati e complessi realizzando sinergie progettuali e operative. Con il bando è stata lanciata una “sfida” alta al territorio per far emergere le capacità progettuali dei giovani e degli operatori pubblici e privati, che hanno risposto positivamente comprendendo e interpretando correttamente l’obiettivo di Regione di sostenere azioni innovative di alto valore progettuale. Alla scadenza del bando sono pervenuti 30 progetti di rete in grado di attivare partenariati tra 322 soggetti (59% pubblici e 41% privati) i cui capofila sono rappresentati per il 57% da privati e per il 43% da pubblici. Il loro valore complessivo sfiora i 43milioni di euro.
Prospettive di sviluppo Ciò che caratterizza la prospettiva di sviluppo futuro delle politiche giovanili regionali è l’obiettivo di costruire un “Sistema Giovani Regionale” fondato sull’integrazione delle politiche in un’ottica di ottimizzazione di azioni e risorse. Questo obiettivo si costruisce attraverso l’attivazione di un metodo innovativo, definito e inaugurato dall’invito a presentare proposte progettuali in attuazione dell’AdPQ, che ha sollecitato la modalità di lavoro condivisa e partecipata e l’ha sviluppata laddove era solo abbozzata. Il metodo di governo regionale deve essere infatti paragonato a una catena in cui tutti gli elementi sono saldamente collegati tra loro. Tali elementi si possono così riassumere: sussidiarietà, rete pubblico-privato, progettazione partecipata, partecipazione dei giovani, monitoraggio delle politiche attivate e ri-programmazione. In questo senso, Regione Lombardia si rende interprete dei suggerimenti della Commissione Europea che nel “Libro Bianco sulla Gioventù” indicava il terreno delle politiche giovanili come uno dei campi elettivi per sperimentare nuove forme di “governance” dell’azione pubblica fondata su tre principi: responsabilità, coerenza e partecipazione. Elemento fondamentale che qualifica la visione regionale nelle politiche giovanili è inoltre l’effettiva attivazione della partecipazione dei giovani, che da utenti finali delle iniziative loro rivolte diventano attori al tavolo della progettazione delle politiche stesse. Un altro elemento fondante l’approccio regionale in questo settore è la costruzione del sistema di monitoraggio delle politiche giovanili che consente di implementare le conoscenze sulle dinamiche giovanili, sui loro bisogni e aspettative; verificare gli impatti delle politiche attivate; focalizzare tematiche di “allerta” che riguardano aspetti critici della condizione giovanile e che sono riconducibili allo sviluppo di politiche di promozione della qualità della vita dei giovani. Attraverso la costruzione del “Sistema Giovani Regionale”, Regione Lombardia intende promuovere la qualità degli interventi, la conoscenza delle dinamiche giovanili, dei loro bisogni/aspettative e l’innovazione.
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