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Comuni

Bando Periferie: Comuni preoccupati per stop Milleproroghe

8 Agosto 2018
 

Preoccupa, e non poco, i Comuni la "sospensione" delle convenzioni del Bando periferie contenuta nel decreto Milleproroghe approvato al Senato, e che dovrà essere convertito definitivamente dalla Camera.

A puntare il dito contro la mossa del Governo c'è anche il Presidente di Anci Lombardia Virginio Brivio, che va oltre la mera questione dello stop di importanti progetti per riqualificare i quartieri delle città italiane, e si sofferma su un tema fondamentale: la compromissione di "un principio basilare della programmazione: la continuità dell'azione amministrativa nel caso di bandi e iniziative approvate da specifici atti normativi", poichè, "considerando che molte delle misure legate al Bando sono state deliberate e avviate dai Comuni, è incomprensibile come possano essere improvvisamente fermate, ed è pertanto necessario che si permetta agli Enti di procedere con le attività pianificate".
Brivio non usa mezzi termini a considerare come non sia "possibile pensare allo sviluppo del Paese se non si può contare sulla certezza delle regole e sulla garanzia della continuità dei progetti avviati. Inoltre a nulla vale che con tale misura si alimentino ulteriori spazi finanziari per i Comuni, perché non si tratta di risorse nuove essendo sottratte da programmi già avviati". 

Dello stesso avviso il Presidente dell'Anci Antonio Decaro, per il quale "nel decreto milleproroghe noi sindaci cogliamo un segnale molto, molto negativo", poichè "la sospensione delle convenzioni del Bando periferie per 96 tra città e aree metropolitane è una decisione preoccupante e gravissima”. Decaro ricorda che in questo caso si sta parlando “di atti già firmati dalla Presidenza del Consiglio e dagli enti interessati, convenzioni in virtù delle quali le amministrazioni hanno avviato attività di progettazione quando non anche le gare. Quei 96 sindaci potrebbero diffidare la presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto deciso e sottoscritto dal governo. Davvero non vorremmo essere costretti ad arrivare a tanto. Ma pretendiamo chiarezza”.

La situazione in Lombardia, il caso Milano
Per capire cosa accadrebbe nella nostra regione se la norma non venisse modificata, Brivio evidenzia come "le principali criticità della 'sospensione' delle convenzioni investirebbero, in particolar modo, i 96 Comuni rientranti nel 'secondo blocco' dei 120 finanziati, che per la Lombardia sono Cremona, Milano, Monza, Pavia, Sondrio e Varese. Negare loro l'opportunità di continuare con tale iniziativa comprometterebbe il rilancio del sistema Lombardia in atto da tempo e che va consolidato".
La gravità della situazione è rimarcata anche dall'assessore milanese all'urbanistica Pierfrancesco Maran, che su Facebook si dichiara "sbigottito e incredulo che non riesco ancora ad essere nemmeno arrabbiato, eppure la notizia è incredibile ed ingiustificabile".
A Milano, precisa Maran, le opere rinviate sono "il prolungamento della tranvia 7 (finanziato per il 50% da fondi Governo); la scuola media al quartiere Adriano (finanziata per il 50% da fondi Governo); il nuovo lotto parco Adriano (finanziato per 2 milioni da fondi Governo); il superamento delle barriere architettoniche nelle stazioni della Linea metropolitana verde M2 nei comuni di Bussero, Cernusco sul Naviglio, Cassina de' Pecchi, Gorgonzola, Gessate, Vimodrone; gli edifici di edilizia residenziale popolare, Giardino Cascina Tre Fontanili e Sentiero Burrona nel Comune di Vimodrone".
Di fronte al voto del Senato, sottolinea l'assessore, "noi oggi non siamo in grado di dare ai milanesi certezze su cosa accadrà alle opere finanziate dal Governo perchè abbiamo appreso la cosa da notizie stampa e credo che sia indispensabile che il Governo spieghi se i cittadini dovranno attendere 2 anni in più o queste risorse son proprio volate via e dovremo cercare altre strade di finanziamento".

Da Varese una lettera al Ministro, la valutazione negativa di Guerra
"Comprendo perfettamente le esigenze del Governo nel reperire risorse per far fronte all'accoglienza dei richiedenti asilo, problema ad oggi irrisolto, o per garantire le promesse elettorali di chi ha lungamente proposto interventi assistenzialistici quali il reddito di cittadinanza. Comprendo tutte queste esigenze, ma penso che non si possano risolvere i predetti problemi con i soldi della città di Varese e che i varesini aspettano". Ha preso carta e penna il sindaco di Varese, Davide Galimberti, per scrivere al Sottosegretario varesino Giancarlo Giorgetti, sullo stop al bando periferie, ricordando che le risorse messe a disposizione dal Governo a favore di Varese "verranno impiegate - scrive Galimberti - per la riqualificazione del comparto delle stazioni".
Il Sindaco evidenzia inoltre che "il finanziamento del bando periferie rappresenta, nella storia del Comune, il più significativo trasferimento diretto di risorse dallo Stato a favore del Comune di Varese per un intervento che ricade nei confini cittadini ma che in verità ha una valenza ben più ampia".
Sulla questione è intervenuto anche Mauro Guerra, Sindaco di Tremezzina e Presidente della Commissione Anci finanza locale, che valuta in modo negativo il differimento al 2020 dell'efficacia delle convenzioni del bando periferie. 

Lo stop alla rigenerazione sociale e l'auspicio dei Comuni
Facendosi carico delle perplessità dei tanti colleghi, Brivio ha quindi osservato, che "il blocco delle convenzioni non solo crea un danno all'economia del Paese, dato che il finanziamento del Governo avrebbe innescato finanziamenti aggiuntivi capaci di coinvolgere aziende e lavoratori, ma ferma un percorso non legato esclusivamente alla riqualificazione urbana delle città, ma anche e soprattutto alla rigenerazione sociale dei territori. Per questi motivi, unendoci ai Sindaci di tante Città italiane, chiediamo che, in occasione della conversione definitiva del provvedimento da parte della Camera, si provveda a un radicale cambiamento del testo". (LS)

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