SEZIONE: ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONISMO E RIFORME
da ANCI LOMBARDIA
Anci Lombardia

Saluto del Segretario generale, Pier Attilio Superti

1 Giugno 2018
 

Il Segretario generale di Anci Lombardia, Pier Attilio Superti, confermata dal Consiglio Direttivo la richiesta di aspettativa, dal 1 giugno ricoprirà presso Regione Lombardia la carica di Vicario Segretario Generale della Presidenza. L'Associazione desidera ringraziarlo per essere stata una guida capace e un punto di riferimento e augurargli buon lavoro.


Di seguito, le parole di saluto del Segretario Superti, rivolte a tutte le persone che hanno collaborato e lo hanno accompagnato in questi 11 anni di lavoro presso l’Associazione.


 
“Mi ricordo ancora quella mattina di settembre del 2007 quando timidamente e quasi impaurito ho assistito al Direttivo regionale di ANCI Lombardia nella sala del centro San Fedele.
Si affrontavano temi come al solito importanti per i Comuni ed anche la nomina del nuovo Segretario generale dell’Associazione.
Avevo avuto occasione di incontrare il Presidente Lorenzo Guerini cui mi legherà un rapporto di stima ed amicizia, Mauro Guerra sicuro punto di riferimento in ANCI, Giulio Gallera allora Assessore al Comune di Milano. E poi Gabriele Pellegrini, figura storica e costruttore di ANCI Lombardia.
 
Ho cominciato la mia esperienza di Segretario Generale in Associazione con timore e rispetto del lavoro fatto e dell’eredità trovata.
La mia prima vera prova fu la costruzione di un accordo con Regione Lombardia, governata allora da Roberto Formigoni.
Sono passati 11 anni quasi. Sono tanti come tante sono le cose fatte, i successi e i riconoscimenti ottenuti, i rapporti costruiti, i risultati raggiunti e quelli che ancora non si è riusciti.
Ho conosciuto molte persone di qualità nei Comuni, in Regione nelle varie articolazioni di ANCI sia qui, in Lombardia, che a Roma, che mi hanno permesso di crescere.
Ho cercato di rappresentare al meglio potenzialità, criticità e problemi dei Comuni lombardi avendo come stella polare l’autonomia sia culturale che politica dell’associazione, la sua unitarietà e la sua gestione collegiale.
Ho cercato di lavorare per rafforzarne l’autorevolezza e la struttura operativa perché sono convinto che è necessario avere un ricco tessuto associativo e rappresentativo, un ricco capitale sociale per far riprendere davvero il paese.
 
ANCI ha una peculiarità. In una fase di grande scontro politico, di crisi degli istituti rappresentativi e della stessa democrazia rappresentativa, nell’età della rabbia e dell’odio ANCI rappresenta un luogo in cui le diversità si riconoscono e producono proposte condivise.
E’ la forza dei Sindaci. Soprattutto dei Sindaci lombardi che governano enti mediamente virtuosi grazie a sacrifici personali che nessuno può conoscere se non facendo, appunto, il Sindaco.
ANCI Lombardia ha espresso una forte autonomia sia istituzionale che politica verso ogni governo nazionale o regionale avanzando proposte nate dal confronto di esperienze di governo quotidiane, vere e concrete.
Sono stato fortunato. Ho avuto la possibilità di collaborare con Presidenti di vario orientamento ma tutti di alto livello amministrativo ed umano: Lorenzo Guerini, Attilio Fontana, Roberto Scanagatti ed ora Virginio Brivio. Confronti veri, aperti e senza rete, senza retropensieri. Confronti che hanno permesso all’Associazione di crescere. E con tutti è nata anche una amicizia umana di cui vado orgoglioso.
 
ANCI Lombardia è un sistema: l’Associazione, la società ANCILAB, Federsanità ora ANCI sanità. E’ un laboratorio di idee e di discussione. E’ una garanzia di qualità dei servizi erogati agli associati. E’ una forma di rappresentanza che non lascia da solo il Comune con un problema ma cerca di stargli a fianco per trovare una soluzione.
In questi anni siamo cresciuti, abbiamo acquisito autorevolezza riconosciuta dai diversi interlocutori sociali, imprenditoriali, istituzionali, politici. E’ stato possibile grazie al lavoro di tanti che voglio ringraziare perché accettano un carico di lavoro sicuramente non usuale. E’ grazie a loro se, nonostante l’esilità della nostra struttura, riusciamo ad esprimere qualità, quantità e competenza. 
Voglio ringraziarli anche perché hanno sopportato il mio pessimo carattere.
Abbiamo rafforzato la capacità dell’ Associazione di leggere la realtà degli Enti locali, la sua competenza sui settori fondamentali dell’azione di governo locale: il welfare, la finanza locale, il governo del territorio. Ringrazio la disponibilità di IFEL con cui abbiamo più volte risolto problemi a Comuni lombardi. Abbiamo avviato competenze sulla programmazione europea sviluppando progetti che metteranno a disposizione dei Comuni occasioni formative per rafforzare la loro capacità di partecipare ai bandi europei. Abbiamo supportato i Comuni in attività nuove come il voto elettronico in occasione del referendum regionale sull’autonomia e in cause legali per riconoscere le loro ragioni.
 
Abbiamo voluto investire sulla comunicazione, consapevoli di come sia centrale nella nostra società di oggi. Così come abbiamo voluto investire sulla trasparenza, ben prima che fosse obbligo di legge. Vado fiero di aver voluto il bilancio sociale on line realizzato sulla base di un cruscotto di monitoraggio delle nostre attività che ci permette di rendere conto e di renderci conto.
Abbiamo una società in salute, ANCILAB, di cui abbiamo scelto di essere gli unici proprietari. Una società che eroga servizi e che non presenta debiti. Un grazie agli operatori, competenti, che l’hanno resa così e che ogni giorno la migliorano.
Siamo un punto di riferimento per il sistema nazionale di ANCI perché in questi anni non abbiamo chiesto l’autonomia: la abbiamo semplicemente praticata, lavorando e realizzando e non chiedendo ad altri di fare.
 
Molto resta da fare. Come ben sa chi ha collaborato con me, tendo sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto. C’è da affinare il sistema amministrativo interno, da rafforzare ulteriormente la struttura operativa, soprattutto da continuare il confronto con Regione sulle decine e decine di tavoli aperti. Non tutti lo sanno ma la attività quotidiana di ANCI Lombardia è fatta di decine di incontri sui temi più vari con soggetti istituzionali, categorie economiche, rappresentanti del mondo del lavoro e dell’associazionismo, imprese.
Una esperienza particolarmente significativa è stata realizzare il progetto nazionale “ANCIperEXPO” che ha permesso di far conoscere il grande evento in tutta Italia, quando molti pensavano non si riuscisse a fare, e di portare molti Comuni all’interno del sito dell’esposizione universale.
Siamo stati protagonisti del percorso della richiesta di maggiore autonomia per Regione Lombardia portando i nostri contenuti sempre con un profilo autonomo ma basato su una cultura costituzionale capace di fare tesoro della propria esperienza. 
Nella nostra attività non abbiamo mai guardato se la richiesta veniva da un Comune grande o piccolo. Abbiamo difeso la necessaria presenza istituzionale dei piccoli comuni sostenendo allo stesso tempo la necessità della gestione associata dei servizi se davvero si vogliono dare risposte adeguate alle attese e domande delle giovani generazioni ed evitare l’esodo che contraddistingue quasi tutti i nostri piccoli centri.
Come dimenticare, infine, le manifestazioni promosse, nel 2008 e nel 2009, da ANCI Lombardia contro le misure finanziarie dei diversi governi e contro l’ipotesi di cancellazione dei piccoli comuni. Sono stati momenti insieme difficili ed esaltanti, in cui praticare e non solo declamare l’autonomia dell’associazione non è stato facile. Sono stati momenti in cui l’identificazione degli amministratori con ANCI è stata forse all’apice perché si sentivano rappresentati anche se magari i risultati non arrivavano.
Ci sono stati momenti anche difficili come la decisione di alcuni Comuni di ritirare l’adesione ad ANCI perché considerata insieme inutile e fonte di sprechi. Una decisione più politica che associativa ma che incontra il sentimento di critica forte verso le forme rappresentative. La mia speranza è che questa fase possa essere superata e si possa scrivere una pagina nuova insieme a questi Comuni.
 
Tante sono stati i risultati positivi: il riconoscimento ai Comuni del canone del gas da parte dei gestori anche nella fase di transizione delle gare di ambito; il fondo per l’assistenza agli studenti disabili delle scuole superiori; il superamento del patto di stabilità; la messa a disposizione di spazi finanziari per i Comuni; le prime timide semplificazioni contabili; il fondo per la riqualificazione delle periferie. 
Tante le sperimentazioni che abbiamo fatto per primi in Italia: il patto regionale verticale, la elaborazione dell’Indice sintetico di virtuosità dei Comuni lombardi; le linee guida per l’assistenza degli studenti disabili che hanno dato certezza di risorse e omogeneità di trattamento.
Molte gli aspetti ancora negativi da superare: la mancanza di autonomia finanziaria; norme che hanno calpestato l’autonomia regolamentare e organizzativa degli enti; leggi e norme uguali per i Comuni indipendentemente dalla loro dimensione; la mancanza di risorse adeguate; la non riforma della dirigenza pubblica che lascia molti Comuni senza la figura del Segretario Comunale; gli assurdi e continui monitoraggi e comunicazione di dati che spesso impediscono agli uffici di concentrarsi sul loro lavoro di erogatori di servizi.
Si potrebbe continuare a lungo ma mi limito ad una considerazione finale.
Il nostro Paese deve uscire dal guado istituzionale in cui si trova immerso da anni. Deve completare la transizione istituzionale aperta e mai conclusa. 
C’è solo un modo per farlo: investire sull’autonomia e responsabilità delle amministrazioni locale e convincersi che solo rilanciando la loro capacitò di essere volano degli investimenti e garanti della coesione sociale si potrà davvero aprire una nuova fase di crescita sociale ed economica.
C’è bisogno di ANCI per non lasciare da soli i Comuni, piccoli e grandi. Ed i Comuni hanno bisogno di una associazione forte, autorevole perché produttrice di pensiero capace di elaborare proposte concrete.
 
Buon lavoro a voi tutti. Sono sicuro che ne sarete capaci.”
 
Pier Attilio Superti

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