SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA'
LEGALITA'

Beni confiscati alla mafia: e se li gestissero i Comuni?

30 Maggio 2018
 

Dopo Bologna e Firenze ha fatto tappa a Milano la conferenza di servizi dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC). Coordinato dal direttore dell’Agenzia, Ennio Mario Sodano, l'appuntamento presso la sede della prefettura di Milano è stato l'occasione per ribadire l’importanza della collaborazione inter istituzionale nel dare un nuovo futuro ai beni sottratti alla criminalità organizzata. 

 

In Lombardia 97 immobili per un valore di 13 milioni di euro
Gli enti pubblici partecipanti hanno potuto prendere visione dei beni situati nella regione: sono 97 gli immobili, per un valore di oltre 13 milioni di euro.  Si tratta di appartamenti, box e terreni confiscati in via definitiva dalle autorità giudiziarie di Milano, Monza, Varese, Bari, Brindisi, Catanzaro, Crotone, Napoli e Reggio Calabria già appartenuti a soggetti pienamente inseriti nella criminalità organizzata. Spiccano quelli confiscati al boss della ‘ndrangheta Costantino Mangeruca e diverse proprietà riconducibili alla famiglia Valle che agiva nel territorio di Milano e provincia, legata alla potente cosca dei De Stefano di Reggio Calabria. Le manifestazioni d’interesse presentate provengono nella quasi totalità da Comuni e trattandosi di immobili liberi, saranno utilizzati dalle amministrazioni locali per scopi sociali e istituzionali. Anche la Direzione Regionale Lombardia dell’Agenzia del Demanio ha manifestato l’interesse per alcuni beni, ma per ottenere l’assegnazione del bene, sarà necessaria l’approvazione successiva del Consiglio direttivo dell’ANBSC.
Sodano ha sottolineato: “Ci troviamo in una delle città italiane più attente allo sviluppo economico. I dati presentati dimostrano inesorabilmente che le mafie si sono insinuate ovunque nel Paese; allo stesso modo, in ogni parte registriamo un forte e crescente senso di riscatto. Non si tratta semplicemente di un recupero in termini valoriali, ma anche della profonda convinzione che si può ottenere dal riutilizzo dei beni un incremento di economia legale. Lo strumento della conferenza di servizi itinerante, utilizzata da circa 1 anno, – ha concluso -  rappresenta una sorta di bussola della legalità e della giustizia per tutti coloro che lavorano quotidianamente nelle prefetture, nei comuni, negli enti pubblici e naturalmente nell’Agenzia  al servizio dello Stato per il reinserimento di aziende, case, garage, terreni e beni mobili   nell’alveo della economia civile". Il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese ha evidenziato che “la restituzione alla collettività dei beni confiscati rappresenta l'emblema tangibile della presenza dello Stato sul territorio e significa affermare in modo concreto e visibile il principio di legalità".

In Lombardia  sono 1078 i beni già destinati a partire dal 1993, dei quali 225 nel 2017. Nella Città Metropolitana di Milano: 628 beni, di cui 99 nel 2017; nella provincia di Monza Brianza 88 beni dal 2005, dei quali 41 nel 2017.

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