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Neve di Lombardia: è boom per il turismo di stagione

13 Febbraio 2018
 

La Lombardia è tra le mete italiane preferite per il turismo invernale: abbondanti nevicate e manifestazioni come la Coppa del Mondo dello scorso dicembre a Bormio hanno fatto aumentare il numero di presenze in tutti i centri principali della montagna lombarda, dall’Alta Valtellina, con in testa Livigno e Bormio, passando per Valmalenco e Aprica fino a Madesimo. Lo evidenziano i dati elaborati da Lombardia Speciale, Ufficio studi della Regione Lombardia, secondo cui la Regione sta ingaggiando un testa a testa con il Trentino Alto Adige in quanto a offerta e numeri registrati.


Negli hotel + 7% di presenze
I rilevamenti delle presenze nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere dell’Amministrazione Provinciale di Sondrio, settore Turismo, indicano nel solo mese di dicembre 2017 un incremento delle presenze nell’Alta Rezia del 7 per cento, pari a 16.644 turisti in più rispetto allo stesso periodo del 2016 per un totale di 254.435 persone contro le 237.791 del 2016. Dati a cui vanno sommati i visitatori giornalieri. In testa tra le località lombarde del turismo invernale Livigno con quasi 180mila presenze, +16,2 per cento rispetto a dicembre 2016, seguito da Bormio (46.776, +9,6%) e Santa Caterina (20.474, +19,2%).
Ottime le performance di tutte le località sciistiche della regione anche durante le festività natalizie: un’indagine del Centro studi della Cna stima che tra Natale e l’Epifania in Lombardia le presenze siano aumentate rispetto all’anno precedente del 17 per cento. A fare meglio è solo il Trentino Alto Adige (+19%), mentre il Piemonte si colloca al terzo posto con un +16 per cento, seguito da Valle d’Aosta (+14%), Friuli Venezia Giulia (+13%), Veneto (+11%) e le regioni appenniniche, con Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Lazio (+10% complessivo).

 

Sport, relax e sapori tipici
C'è chi scia e chi si rilassa in spa, prima di mettersi a tavola per assaggiare le tipicità del territorio. Le imprese ricettive, del commercio e della ristorazione attive nei comuni montani della Lombardia, dove sono presenti sedi di scuole di sci, hanno generato nel 2017 un giro d’affari di 260 milioni di euro. Si tratta complessivamente di una quarantina di comuni in tutta la regione, concentrati tra Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Sondrio, nei quali, la Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi ha calcolato che il turismo invernale ha portato nello specifico alle imprese del commercio al dettaglio ricavi per oltre 166 milioni di euro, ai negozi che vendono articoli sportivi più di 8,2 milioni di euro, al comparto ricettivo 68 milioni e oltre 24 milioni alla ristorazione.

 

Una boccata di ossigeno per i Comuni del territorio
Per i comuni montani di Sondrio sede di scuole di sci (Aprica, Bormio, Chiavenna, Chiesa in Valmalenco, Gerola Alta, Madesimo, Livigno, Teglio, Tirano, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva) il giro d’affari tra acquisti, cene fuori e alloggi in hotel, b&b e case vacanza supera complessivamente 209 milioni di euro, per i comuni montani di Brescia considerati (Artogne, Bagolino, Borno, Collio, Edolo, Pisogne e Ponte di Legno) i ricavi per le imprese del commercio, dell’alloggio e della ristorazione sono più di 27 milioni di euro. Il giro d’affari per i comuni bergamaschi (Branzi, Castione della Presolana, Colere, Foppolo, Gromo, Piazzatorre, Schilpario, Selvino, Serina, Valbondione, Valleve, Valtorta) ammonta a 7,3 milioni di euro, per quelli di Como (Asso e Bellagio) i ricavi sono attorno ai 14 milioni di euro e 1 milione per Lecco (Barzio, Bellano, Introbio e Margno). (VV)

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