SEZIONE: TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
INNOVAZIONE

PA, è l'ora dello smart working

19 Giugno 2017
 

Almeno il 10% dei dipendenti della Pubblica Amministrazione in Italia è destinato a essere coinvolto, entro tre anni, nel piano di ristrutturazione del settore in un'ottica di smart working. Lo ha spiegato il Ministro della Semplificazione e Pubblica Amministrazione Marianna Madia, nel presentare il progetto di lavoro agile a Palazzo Chigi: "Puntiamo a meno cultura della procedura e più cultura del risultato e dell'obiettivo. Non contano solo le ore lavorate ma obiettivo e risultato”.

Per sostenere questa direttiva, ci sono a disposizione 5,5 milioni di risorse europee. In tutte le amministrazioni sarà data la facoltà ai lavoratori di chiedere forme di lavoro flessibile e l'amministrazione deciderà in quali settori è più funzionale e più utile al servizio. “L'obiettivo - ha sottolineato Madia - è che la qualità dei servizi non diminuisca. Credo che tutto ciò porterà a dei risparmi. Il lavoro agile rappresenta un'importante politica di conciliazione ma – ha precisato la ministra - è riduttivo considerarlo solo misura di conciliazione: è molto di più, è una modalità di cambiamento del lavoro potente che mette al centro la tecnologia, capace di sfruttare le potenzialità del nostro tempo”.

 

Una rivoluzione declinata al femminile
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunità, Maria Elena Boschi ha evidenziato: "Le novità sono rivolte soprattutto alle donne, che pagano il prezzo di un'eccessiva rigidità di spazi e orari di lavoro, ma crediamo che possa essere la coppia a valutare se sia la donna o l'uomo a sfruttare questa possibilità, superando così alcuni stereotipi”. Come dipartimento Pari opportunità, ha spiegato, “già c'è in essere un progetto che mira a sensibilizzare i lavoratori circa i loro diritti”. Inoltre, ha ricordato Boschi, la presidenza del Consiglio ha avviato un progetto sperimentale dentro per i suoi dipendenti, che potranno utilizzare fino a 5 giorni al mese di lavoro agile. La sfida, ha concluso Boschi, sta nel dimostrare come tutto ciò vada anche a “vantaggio della qualità dei servizi” offerti ai cittadini dalla PA perché quello che conta “non sono solo le ore lavorate, la cosa importante sono i risultati”.

 

L'ispirazione dal settore privato
I fondamenti della direttiva derivano da un attento esame degli accordi stipulati tra sindacati e aziende come Enel, Fs, Barilla, rimodulati sulle esigenze specifiche della pubblica amministrazione anche grazie al contributo di realtà centrali e locali. Un “lavoro importante e condiviso”, in cui si prevede che sia misurata la sperimentazione in base all'efficacia e all'efficienza, alla qualità dei servizi resi alla cittadinanza. “Recepiremo le osservazioni che verranno dai cittadini - ha concluso Madia - Deve partire un grande sforzo collettivo: solo così si cambiano i comportamenti delle persone”. (VV)

 

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