SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA'
Trasparenza

Viene meno l’obbligo di pubblicare redditi e patrimoni dei dirigenti pubblici

13 Aprile 2017
 

Con la delibera n. 382 del 12 aprile 2017 il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Anac, ha sospeso l’efficacia delle Linee guida sugli obblighi di pubblicazione dei dirigenti pubblici, relativamente a compensi, spese per viaggi di servizio, situazione patrimoniale e reddituale. Tali previsioni, stabilite dal dlgs. 97/2016 (cd. “decreto Trasparenza”), erano già state oggetto di una ordinanza cautelare del Tar del Lazio. Con la delibera dell’Anac, la sospensione viene estesa a tutte le pubbliche amministrazioni.

Breve cronistoria
Com’è noto, il d.lgs. 97/2016 ha esteso gli obblighi di trasparenza di cui al co. 1 dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013, ivi inclusi i dati patrimoniali  e reddituali, in passato previsti per i soli titolari di incarichi politici,  anche ai titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti. A seguito della previsione normativa, l’Anac aveva elaborato le “Linee guida recanti indicazioni  sull’attuazione dell’art. 14 del d. lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i  titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e  i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del  d.lgs. 97/2016”, fornendo  indicazioni per l’attuazione delle disposizioni di cui all’art. 14 e indicando il 30 aprile quale termine ultimo per la pubblicazione dei dati.
il 2 marzo  2017 è intervenuta un’ordinanza del TAR Lazio, sez. I-quater, n. 1030/2017 che,  su ricorso presentato da dirigenti del Garante della privacy, ha sospeso gli atti del  Segretario generale del Garante medesimo sull’attuazione dell’articolo 14. Il  provvedimento cautelare è motivato con riferimento alla consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con  le norme di diritto comunitario sollevate nel ricorso e valutata l’irreparabilità  del danno paventato dai ricorrenti discendente dalla pubblicazione on line,  anche temporanea, dei dati per cui è causa.
Successivamente all’ordinanza, è stato presentato all’Anac da alcuni dirigenti e da un’organizzazione sindacale in qualità di sindacato  nazionale che rappresenta i dirigenti dello Stato, della Presidenza del  Consiglio dei Ministri, degli Organi costituzionali, delle Agenzie e delle  Autorità indipendenti un ricorso per l’annullamento delle Linee Guida.
A fronte del contenzioso in atto, l’Autorità ha deciso di sospendere l’efficacia delle Linee anche, si legge nel comunicato “al fine di evitare alle amministrazioni pubbliche  situazioni di incertezza sulla corretta applicazione dell’art. 14 con conseguente  significativo contenzioso e disparità di trattamento fra dirigenti appartenenti  a amministrazioni diverse”.

(SM)

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