SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA'
SICUREZZA

Decreto sicurezza: Decaro "Così non va"

13 Marzo 2017
 

Qualcosa non va in merito al Decreto sicurezza urbana e immigrazione.
Dopo una prima valutazione positiva, il Presidente dell'Anci Antonio Decaro lamenta che i sindaci non possono "essere soddisfatti delle modifiche approvate in commissione alla Camera al decreto legge sulla sicurezza urbana. Non viene introdotto il reato di estorsione da parcheggio abusivo, non si prevede l'incremento del turn over per la polizia municipale. Così rischiamo di non avere gli strumenti per applicare le nuove regole che potrebbero essere inefficaci".  Per il Sindaco di Bari, "pur apprezzando la previsione di una maggiore collaborazione tra polizie locali e statale, l'introduzione di una possibilità di accordo con le reti territoriali di volontari, l'estensione del daspo anche ai parcheggiatori abusivi, una maggiore efficacia delle misure per il divieto di vendita e somministrazione degli alcolici, non possiamo dirci soddisfatti se la violazione delle ordinanze o degli ordini del questore risultano non sanzionabili dal punto di vista penale. Così non basta".

Le valutazioni di Roberto Ferrari di Anci Lombardia
Perlplessità in merito al provvedimento governativo erano già state avanzate sulle pagine dell'ultimo numero di Strategie Amministrative da parte di Roberto Ferrari, sindaco di Oggiono e Presidente del Dipartimento sicurezza di Anci Lombardia.
Per Ferrari infatti “è bene chiedersi sempre, di fronte a provvedimenti come questo, quale sia la loro effettiva applicabilità”. Il rischio è che “ci si riempia la bocca di proclami o di spot, che poi però nella quotidianità non possono diventare operativi”.
Il primo cittadino di Oggiono aveva chiesto rassicurazioni anche sul “Daspo urbano” per vietare a chi commette e reitera reati di particolare allarme sociale di frequentare aree urbane o esercizi pubblici. In questo caso il problema, come oggi evidenzia Decaro, è quello di verificare la reiterazione del reato da parte di un soggetto, poichè la Polizia Locale dovrebbe avere accesso alla banca dati del ministero dell’Interno, che però è accessibile solo ai corpi di polizia statali. Ferrari, nell'intervista rilasciata al nostro giornale si chiedeva quindi: “Se i vigili urbani non possono effettuare controlli incrociati o verifiche, a cosa serve inserire nel decreto una norma come questa? L’unica soluzione per i comuni è utilizzare gli archivi interni, ma spesso questi non sono condivisi nemmeno con la polizia locale dei comuni vicini”. (LS)

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