Lo Stato trasferisce ai Comuni il 15-18% delle risorse dei loro bilanci e poi impone tagli, vincoli e tetti di spesa sull’intero budget annuale. Dopo anni di continui drastici ridimensionamenti ormai il barile è stato raschiato sino al fondo e ora si rischia davvero di tagliare su servizi di primaria importanza per i cittadini.
Abbiamo affrontato, nei numeri scorsi, i contenuti della Finanziaria dal punto di vista delle possibili modifiche che avrebbero consentito un impatto meno gravoso sulla gestione degli Enti locali.
I conti pubblici vanno risanati, ma il Governo non può d’imperio dire ai Comuni - che la stessa Corte dei conti riconosce essere rispettosi del patto di stabilità e quindi degli accordi di Maastricht - quanto, come e dove tagliare nei bilanci di quelle che ancor oggi, sino a prova contraria, vengono definite Autonomie locali.